Dal diario di un viaggiatore anonimo: BREW

Dal diario di un viaggiatore anonimo: BREW

Scopriamo cosa si nasconde dietro l’immagine “pucciosa” e tenera di questo gioco di dadi e maggioranze.

“Si succedono le stagioni, il sole alla luna, la semina al raccolto. Ma solo i grandi saggi e gli stolti non cambiano mai”


Carta d’identità


Primo impatto: grafica e componenti

In Brew ogni giocatore interpreta un mago che deve rimettere in ordine il tempo, perché le stagioni sono in disordine e le creature non trovano il loro equilibrio.

Grafica accattivante e “pucciosa” che nasconde un’anima cattiva e vendicativa. Queste sono le due facce del gioco. Da una parte abbiamo animali dalle mille forme e colori che cercheremo di addestrare e che in cambio ci daranno poteri aggiuntivi, dall’altra ci sarà da sgomitare per vincere la maggioranza e impossessarsi delle foreste. Ma andiamo con ordine…

Materiale: troviamo tante belle carte di animali divise per stagioni, con tanti poteri diversi; avremo anche un mazzo di pozioni che potremo creare raccogliendo gli ingredienti nella foresta e che ci permetteranno di fare punti e soprattutto azioni aggiuntive.
Ma il centro della scena è tutto per i dadi: da quelli belli e colorati dei giocatori a quelli bianchi la cui utilità vi verrà svelata tra poco. Forse avrei osato un maggior grado di vivacità per il verde e per il blu, ma sono inezie.
Per finire abbiamo una solida plancia città double face giorno/notte che cadenza i 4 turni, segnalini risorse e carte personaggio che possiamo decidere se utilizzare dal lato della loro abilità asimmetrica oppure senza abilità per le prime partite.

E’ già presente una espansione: aggiunge semplicemente un famiglio che viene scelto all’inizio e che dona un ulteriore potere asimmetrico ai giocatori; non snatura il gioco ed è una piacevole aggiunta. Poteva benissimo essere aggiunta nel gioco base, senza sovrapprezzo.


“Siamo circondati dalla magia. Bisogna solo osservare, osservare, osservare…”


L’utile e il dilettevole: meccanica e tema

Ogni giocatore avrà un pool di 4 dadi Foraggio del proprio colore e 2 dadi Elementali bianchi. All’inizio del turno verranno tirati in contemporanea tutti i dadi da tutti i giocatori poi, uno alla volta, verranno utilizzati e piazzati nei vari slot presenti sulle carte foresta disponibili o nella plancia città per attivarne l’abilità indicata.

Ogni faccia dei dadi foraggio (colorati) ha un determinato simbolo che dovrà combaciare con quello della casella dove andremo a posizionarlo (es. simbolo roccia su casella roccia), mentre i dadi bianchi elementali sono dei dadi jolly con abilità particolari: Acqua per prendere più risorse della tipologia indicata nella caselle dove posizionato, Fuoco per coprire il dado sul quale verrà posizionato, Vento per riprendere nella riserva un dado posizionato precedentemente.

Ma in che modo dovremo piazzare questi dadi?
Dovremo cercare di ottenere la maggioranza nelle foreste, che hanno un numero diverso di caselle e che, in caso di vittoria, ci permetteranno di fare punti e avere un habitat ideale dove liberare le creature che incontreremo; oppure ottenere risorse dalla città.

Ogni volta che piazziamo i dadi attiveremo l’abilità della casella occupata, di solito ottenendo risorse o creature che potremo scegliere tra i 4 mazzetti delle 4 stagioni e che ci daranno poteri aggiuntivi nel corso della partita. Potremo avere al massimo 3 creature: una volta presa la 4° dovremo liberarne una e non potremo più beneficiare della sua abilità, ma comunque conterà nel punteggio finale.

Abbiamo parlato di maggioranza sulle carte foreste, ma i dadi bianchi? Sono dadi che ci permetteranno di mettere i bastoni tra le ruote all’avversario. Vi ricordate il fuoco che “brucia” un dado avversario? Bisogna però fare attenzione perché i dadi bianchi, una volta posizionati su una foresta, possono a loro volta competere per la maggioranza, vanificando i nostri sforzi come giocatore neutrale. Ed ecco qui la cattiveria insita nel gioco. Ogni giocatore sarà costretto a parare i colpi e a dare le proprie stoccate per non far vincere la maggioranza ad un avversario e tenere duro sui territori che ambisce.

Nel turno raccoglieremo gli ingredienti con i quali creare pozioni che ci daranno punti aggiuntivi e azioni molto performanti che aiuteranno la nostra tattica.

Il round termina quando tutti hanno piazzato i proprio dadi. A quel punto si valutano le maggioranze e il vincitore otterrà la carta foresta (in caso di pareggio la foresta non viene assegnata), si gira la plancia città dal lato opposto giorno/notte, si riposizionano nuove foreste per il round successivo e si ricomincia con il tiro dei dadi.

La partita dura 4 turni, ovvero finché il mazzo foreste non termina.
Alla fine della partita otterremo punti dalle pozioni create (anche se non utilizzate), dalle foreste vinte e dalle creature in nostro possesso. Potremo inoltre liberare gli animali nei loro habitat abbinandoli alla foresta avente la stessa stagione indicata dalla carta creatura, per raggranellare ancora più punti.

Ma fate attenzione: potrete liberare un solo animale per ogni foresta vinta, quindi anche la scelta della foresta alla quale ambire durante i turni di gioco sarà molto importante, in base alle creature che avremo a disposizione.


“La magia tiene sempre la porta aperta. Davvero, sempre. Trovarla dipende solo da noi”


Conclusioni: pro e contro

Ho trovato Brew un gioco cattivo e vendicativo, ma intrigante. Il gioco spinge all’interazione, gli spazi sono pochi e dovremo conquistarli sudando e sgomitando. Non lasciatevi ingannare dalle bellissime e tenere immagini di personaggi e creature perché qui dovrete tirare fuori gli artigli e non avere paura di rovinare qualche amicizia.

Il gioco scorre veloce, poche regole che si amalgamano perfettamente nel classico posizionamento dadi e raccolta risorse.

Insomma un piccolo gioiello, un gioco da provare sicuramente, ma non prendetevela male in caso di sconfitta… io vi avevo avvertito.


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