Vacanzieri al GiocAosta
Cosa si fa in vacanza? Ovviamente si gioca!
Il lato positivo dell’avere una famiglia di giocatori (anche piuttosto incalliti) è che alla domanda “E se le ferie, quest’anno, le facessimo al GiocAosta?”, non si riceve un “ma vai a ***BIIIIP***” come risposta, ma un caloroso, entusiasta e obbligatoriamente pronunciato in coro, “Sììì!”.
Il lato negativo è che probabilmente finiremo, prima o poi, col dormire sotto un ponte, ma questo è un altro discorso.
Quindi sì, quest’anno, per la prima volta, abbiamo partecipato al GiocAosta. Siamo andati a curiosare in questa così ben apostrofata manifestazione… e ne siamo rimasti entusiasti, tanto che ora vi racconto qualcosa.

Parto da una premessa: GiocAosta è molte, molte cose.
Siccome, alla fine, abbiamo voluto fare i seri e la vacanza non è stata solo ed esclusivamente gioco, ci siamo soffermati sul giocare titoli disponibili al prestito e non abbiamo, invece, approfondito molto tutte le attività ‘collaterali’ a questo che GiocAosta organizza, che però meriterebbero un bel discorso perché ci sono davvero tante, tantissime opportunità. C’è la possibilità di prenotare sessioni di giochi in luoghi ‘particolari’ della città, come il Criptoportico, il Chiostro di Sant’Orso, l’arrivo della cabinovia di Pila… Ci sono i giochi in legno, che vanno da un gigante Forza 4 al creare, sul momento, trottole. Ci sono i tornei, giochi investigativi con sessioni guidate, ma poi anche gare di puzzle, di aerei di carta, visite guidate con gioco alla Collegiata di Sant’Orso… c’è davvero tanta roba e se volete farvene un’idea vi basterà fare un giro sul programma della manifestazione di quest’anno. Anzi, vi suggerisco davvero di spulciarlo per avere un’idea di tutto quello che c’è a disposizione di ogni tipo di giocatore.
Noi, come dicevo, abbiamo alternato l’attività ludica a quella turistica, e quindi abbiamo preferito dedicarci ‘solamente’ alla ludoteca con più di tremila titoli disponibili al prestito (sì, sono tanti giochi e no, non si resta mai senza).
Anche qui bisogna dire subito che l’organizzazione è spaziale. Voi scaricate l’app (che contiene anche tutto il programma e i luoghi ecc.) e trovate tutti i giochi disponibili. Potete salvare i vostri preferiti così, quando vi recate al bancone, sapete subito cosa chiedere e, in tempo reale, se il titolo è disponibile o già in prestito. Ci sono un sacco di volontari pronti a darti il titolo e nel caso a spiegarlo. Inoltre, se qualcuno non fosse abituato al gioco da tavolo moderno, tutti sono pronti a dare consigli. Nei tavoli del padiglione, poi, si possono trovare degli A3 con consigli adatti a principianti, famiglie, ecc.
Tutto ciò, dalle 10 di mattina alle 2 di notte. Ecco. Devo aggiungere altro?
Il bello, poi, è che ci sono i tavoli per giocare sparsi per tutta la città. Ci sono tavoli lì nel padiglione del prestito, tavoli nei portici del centro, e poi tendoni sparsi qui e là, davanti a monumenti o a locali dove rifocillarsi. Insomma, tu vai a farti un giro in centro ad Aosta, prendi un gioco in prestito e passeggi finché non trovi un tavolo che ti comoda e giochi senza limiti. Anche se si è turisti, quindi, il giocare in un contesto simile assume un nuovo significato.
Altra cosa bella è che TUTTI giocano. Davvero, ho visto tantissimi tipologie diverse di giocatori. C’è la famiglia ferma al Monopoly che arriva e accetta i consigli dei volontari, c’è il gruppo di amici, ci sono anziani e ci sono ragazzetti e poi, ovviamente, c’è la comunità ludica, ed è sempre piacevole ritrovarsi circondati da chi ha i tuoi stessi interessi. Ti senti a casa quando degli sconosciuti si fermano per darti un parere su un gioco che stai guardando nell’outlet (e poi finisce con lo star lì a scambiarsi pareri fino a che la tua whishlist assume proporzioni mastodontiche), o quando ci si scambia impressioni con dei passanti che, vedendoti mentre stai perdendo malamente a un collaborativo, ti fanno sapere che morire male è la norma, e quindi il morale si risolleva un po’.
Ma veniamo all’attività ludica vera e propria. Farò un breve riassunto dei giochi che abbiamo provato con giusto qualche riga di commento, che altrimenti divento più noioso di quanto già non sia.
Avviso che abbiamo provato per lo più giochi ‘datati’ che non avevamo mai avuto la possibilità di provare, e soprattutto pesi medi, se non family, perché cercavamo regolamenti snelli e avevamo con noi anche giocatori più occasionali (sì, siamo gentili e buoni e non vogliamo traumatizzare nessuno, o quasi).
Yukon Airways

Yukon Airways è un pick-up and deliver con dadi, nel quale bisogna scegliere con molta attenzione ogni mossa. C’è infatti una fase che prevede la scelta dei dai da caricare a bordo del proprio velivolo (e che fornisce anche l’attivazione di un bonus a seconda di quale valore si vuole caricare) e poi una di volo, dove si spendono ‘biglietti aerei’ per portare i dadi a destinazione, possibilmente in luoghi con cubetti dello stesso colore (e che permettono di migliorare il proprio gioco).
Lo abbiamo trovato davvero interessante ed è il gioco che più di tutti ci è piaciuto, lasciandoci una gran voglia di riprovarlo. Bisogna fare attenzione ai dadi da prendere, ma anche ai biglietti che si intende spendere perché non se ne pescherà mai troppi, allo stesso tempo, però, le destinazioni più lontane sono le più remunerative… Ah! Bisogna anche cercare di sbloccare le migliorie più efficienti perché altrimenti si è troppo limitati! Insomma, un’ottima impressione.
Le leggende di Andor

Mio figlio è un amante dei giochi esplorativi e narrativi, quindi ci ha praticamente obbligati a provare questo titolo che, stranamente, non avevamo mai giocato.
Siamo degli eroi che devono impedire a delle orde di mostri di giungere al castello di re Brandur. Per fare ciò abbiamo a disposizioni azioni molto semplici, come muoversi o combattere. Le azioni dei giocatori, però, costano del tempo, e man mano che questo avanza, anche la storia proseguirà, voltando delle carte narrative che faranno anche arrivare nuovi mostri e nuove missioni e riducendo le nostre chance di riuscita.
Un gioco che potrebbe fungere da introduttivo al genere, adatto, per semplicità, anche a famiglie. Se fosse per mio figlio, sarebbe già in collezione.
Dragon Castle

Era da parecchio che volevo provare questo titolo che prende il mahjong per costruire qualcosa di differente. Il nostro scopo, durante la partita, sarà quello di prendere delle tessere del mahjong da un tabellone comune per costruire il nostro palazzo che, durante e a fine partita, ci darà dei punti. Per vincere bisogna gestire bene il piazzamento delle tessere, che possono fare punti ‘consolidando’ adiacenze di ‘colori’ uguali, ma bisogna anche riuscire a salire di livello e ‘sacrificare’ alcuni piazzamenti per prendere i ‘tetti’, che permettono, appunto, la consolidazione e quindi la generazione dei punti.
Un gioco semplice, un introduttivo adatto a tutti, con dei componenti davvero belli e che sa ‘reinventare’ in maniera piacevole un gioco storico.
E-mission

Giravamo attorno a questo titolo da un po’. Io avevo avuto modo di provarlo in associazione ma mia moglie non ancora ed era davvero molto curiosa, quindi ecco che la mattina del sabato eravamo fuori dal padiglione dei prestiti prima dell’apertura, pronti ad accaparrarci immediatamente il gioco.
Che dire? A noi è piaciuto molto (e infatti poi è scattato l’acquisto). È un gioco cooperativo che, in fondo, risulta semplice nelle meccaniche ma che richiede una buonissima gestione delle carte e un ottimo coordinamento tra giocatori. Il nostro scopo, in quanto rappresentanti di realtà geo-politiche del mondo, è quello di riuscire a ridurre le emissioni di CO2 fino a portarle almeno a un livello che ne permetta il completo assorbimento da parte di foreste, oceani e via dicendo. Per farlo si pescheranno delle carte e le si giocheranno in ‘colonne’ personali che, grazie all’accumulo di simboli, permetteranno l’attivazione di alcune azioni. Ci sono quelle che consentono di ridurre le emissioni, altre di rendere l’energia utilizzata più ‘green‘, ma a ogni round delle carte crisi, le emissioni non assorbite faranno aumentare la temperatura e le problematiche a questo legate, ma allo stesso tempo dobbiamo garantire energia sufficiente per i cittadini e… no, non siamo riusciti a vincere, e infatti anche Aosta quel giorno si stava facendo davvero calda, quasi a voler confermare il realismo della nostra fallimentare partita.
Come dicevo, lo abbiamo alla fine acquistato, se non altro perché, almeno su di un tavolo, vorremmo riuscire a salvarci dal riscaldamento globale!
Modern Art

Siamo poi tornati a titoli meno recenti, con un classico di Knizia che ci mette a partecipare ad aste di opere d’arte. Che dire? Gioco semplice ma divertente che, nel caso fosse necessario, ha confermato quanto sia meglio che io rimanga lontano dalle case d’aste perché, davvero, sono una frana in queste cose.
Comunque sia, per chi non lo sapesse, a ogni turno un giocatore mette in vendita una carta quadro. Questa carta reca anche il simbolo del tipo d’asta che richiede per essere acquistata (asta singola, asta cieca, ecc.). Si fanno le puntate e ci si aggiudica l’opera. Quando cinque opere dello stesso autore sono state messe in gioco, si inizia a guadagnare in base alla quantità di quadri di quell’artista che sono state rivelate. Si tratta quindi di dover ben calcolare quali carte mettere all’asta e quando, e quali cercare di vincere e quali lasciar andare.
Interessante, ma mi sa che non è il mio.
Iwari

Gioco di maggioranze dalla splendida componentistica che, lo ammetto, forse a causa del caldo che iniziava a farsi sentire, subito mi ha lasciato dei grossi dubbi sul funzionamento, in quanto non riuscivo bene a capire come giocare le carte. Ma vabbè, a un certo punto il senno (e la comprensione del testo) è ritornato. Credo.
In pratica bisogna giocare delle carte per poter posizionare le proprie tende o i propri totem su dei territori di una mappa comune. Bisogna stare attenti a dove piazzare, perché per fare punti bisognerà avere la maggioranza ma, allo stesso tempo, si cercherà anche di avere più tende del proprio colore collegate tra loro. Inoltre, la quantità di totem che possono essere impilati in un singolo territorio dipende dal numero di tende di chi ha la maggioranza presenti nello stesso. Insomma, bisogna farsi bene i conti.
Ci saranno due fasi di punteggio, una dopo ogni esaurirsi del mazzo da pesca.
Ammetto che merita di essere rigiocato, se non altro perché, appunto, all’inizio ho fatto un casino con le regole.
The Vale of Eternity

Spinto dalla passione dell’Atipica Nerd e dalla prima partita di Simone, DOVEVO provare questo gioco e, in effetti, mi è piaciuto un sacco.
Si tratta di un gioco di carte in cui si domano ed evocano creature fantastiche per attivarne i poteri e fare più punti. Non mi dilungo ulteriormente visto che sul sito trovate già articoli approfonditi. Mi limito a dire che la selezione delle carte e il limite di pietre a disposizione per ‘acquistarle’ lo rendono, per me, davvero interessante. A cosa sono disposto a rinunciare e cosa davvero è più importante prendere? quando attivare quella carta e quando scartarla? Ecco, alla fine pure questo è arrivato in collezione. Non ho ancora vinto, ma ci sto lavorando.
Questo è quanto.
Davvero, se vi capita di avere l’occasione di partecipare a questa manifestazione, coglietela senza indugio!
Come ho già detto, già il poter prendere titoli in prestito per poterli giocare in giro per la città vale la gita. Se poi avete tempo e modo di spulciare tutto il programma, allora si va anche oltre le aspettative. Noi stiamo già valutando la possibilità di tornarci il prossimo anno, che si terrà dal 7 al 10 agosto.
Non posso quindi che concludere ringraziando tutte quelle persone che si impegnano per rendere queste giornate possibili e così ben organizzate. GRAZIE!
Voi, ovviamente, in attesa dell’edizione 2026 potete cercare e acquistare questi o altri titoli su MagicMerchant.it!


