Board Game Painting: cosa vi serve

Board Game Painting: cosa vi serve

Cominciamo questo nostro piccolo corso illustrandovi quali sono i materiali che dovrete procurarvi e predisporre per poter dipingere le vostre miniature.

Vi avevo già accennato nella presentazione di questa rubrica, che questa deriva dalla mia esperienza nel campo della pittura di miniature e che sebbene efficaci, le mie scelte potrebbero non essere le uniche possibili.

Come ogni rubrica che tratta di creatività, il primo passo è stabilire con quali materiali e strumenti andremo a lavorare. Ogni pittore ha i suoi “assi nella manica” come ogni guerriero ha la sua spada, e tende ad usare un range più o meno esteso di attrezzature che vanno dall’aerografo ai pennelli a setola larga, lunga, beccucci per gocce, punte per incisione, spugne per effetti particolari ecc. Io l’aerografo non ce l’ho (ve lo immaginate un compressore in un bilocale?) e uso con gioia i miei pennellini.


Primer

Io uso quello Citadel Miniature che è abbastanza poroso e coprente e vanta una certa “esperienza” nel campo della pittura “per gioco”. Anche la Tamiya fa degli ottimi primer ma sono tutti “Fine” quelli a spraysicuramente sono ottimi e hanno una resa fantastica, ma andarci sopra con acrilici a pennello è come cercare di dipingere sul vetro… nà chiavica! E non fatevi abbindolare dai discorsi dell’amico che “tanto su plastica i colori prendono lo stesso senza primer“… è solo una mezza verità.

A parte che la plastica delle miniature di un gioco in scatola tende ad essere anche colorata di suo, quindi una mano di colore base la dovreste dare comunque, e poi contate che quelle miniature le toccherete (si spera) una infinità di volte mente giocate… davvero volete rischiare dopo il culo che vi siete fatti che qualche scaglia vi rimanga attaccata alle mani? Ecco, ci siamo capiti.

Riguardo al fatto che prendiate il primer in bomboletta o a pennello… beh, dipende dal tempo a disposizione e dalla quantità di miniature da fare. Io vi consiglio di prendere tutti e due, sia perché risparmiate tempo a “primerizzare” le minia (non si tratta di andare in fretta, ma dedicare più tempo nelle vera e propria pittura) sia perché quello cui non arriva il primer spray (e ci sarà sempre qualcosa che non si riesce a raggiungere) può essere ritoccato a pennello. E poi io sono sicuro che, presa un po’ di dimestichezza, finito il primo gioco li vorrete dipingere TUTTI! 😉


Pennelli

Ne esistono di molte marche, ma per quanto mi riguarda mi sono sempre trovato bene con quelli Cotman, Life Colour e Da Vinci: hanno un buon rapporto qualità/prezzo e anche una buona resistenza. Pelo di martora o pelo di bue non hanno una gran differenza se il pennello è fatto bene. Per lo spessore, io uso un range di spessore che va dal 3 (per campiture molto estese) allo 0, al 3/0 fino al 5/0 per i dettagli… oddio mi ricordo di aver usato anche un 10/0 se non ricordo male…

Comunque la regola d’oro, quella sacrosanta è che abbiano la setola LUNGA (si, lo scrivo in maiuscolo), punto primo per evitare i grumi di colore calcificati alla base delle setole corte, punto secondo perché se userete un colore sapientemente fluido la setola lunga agevolerà la tiratura di linee e il disegno di particolari, punto terzo… veramente non c’è un punto terzo, ma mi piaceva scriverlo perché sono fissato col numero 3.

Cercate di trattare sempre bene i vostri pennelli: puliteli spesso con un panno dopo averli lavati in acqua, state attenti a che non si formino incrostazioni di colore soprattutto alla base delle setole perché altrimenti presto tenderebbero a separarsi e vi ritrovereste in mano una specie di spazzola inutile, quando li lavate badate ad accompagnare le setole in modo che non “perdano la punta” e ogni tanto metteteli in ammollo nello Shanteclaire (sì, il prodotto multiuso per la casa): scioglie gli acrilici senza sciogliere la colla delle setole. Per ultimo, anche se un pennello è sfinito, non buttatelo: potrà esservi utile per correzioni, dry brush (sì, ho detto questa brutta parola) o magari anche per effetti particolari, sporcature, invecchiamenti. Io li uso per farci gli schizzi di sangue, ad esempio.


Colori

I colori da modellismo sono venduti anche in pratici kit tematici che contengono una selezione di colori molto utili

Gli esperienziati (i professionisti) usano colori acrilici, smalti e colori a olio… noi ce ne freghiamo e usiamo gli acrilici sia perché non puzzano come gli oli, sia perché sono a base d’acqua, sia perché non dobbiamo dipingerci la Monna Lisa o portarli alla mostra di Monte San Savino… e comunque anche se volessimo farlo non è certo il colore a determinare la vittoria, ma il manico ;-).

Marche? Sono un orsaccio, prendo quello che trovo perché mi piace provare cose… diciamo che la Citadel ha un buon range di colori fantasy/shi-fi oriented (bello l’inglese eh? Con 3 parole riesce a spiegarti un concetto), ma anche i Model Color della Vallejo sono ottimi e hanno un vasto range di colori. Ho sentito parlare anche della Green Stuff, che fa anche colori speciali (tipo glitterati, cangianti ecc.) ma non l’ho ancora provata. Quando lo faccio magari aggiorno l’articolo (se ne ho voglia).

Esistono poi degli additivi per fluidificare i colori e non farli seccare troppo presto: sono utili per fare delle sfumature e si trovano in tutti i negozi di hobbistica o arte. Attenzione: prima di usarli, i colori vanno agitati per far amalgamare bene il pigmento. Un vecchio trucco è quello di aggiungere un peso da canna da pesca, di quelli che si infilano nella lenza, all’interno della boccetta, cosa che ne aiuterebbe l’amalgamazione… ma se non l’avete non vi preoccupate: io lo so perché un mio amico lo faceva, ma mica l’ho mai messa. 😀

Sembra una sciocchezza, ma molti pensano che bastino i colori base per cominciare “tanto poi li mescolo”… NO. Questo potrebbe essere anche valido se doveste dipingere una miniatura sola (ma non penso vi sbattiate a seguire corsi e tutorial per UNA miniatura e via), ma se ne dovete dipingere un intero set sarà il caso che ne compriate un numero appropriato. Lo dico sia perché sarebbe una perdita di tempo a volte notevole stare a farsi ogni volta il colore tipo della pelle o delle squame, o di un rosso o di un verde… (non ha senso dato che le case produttrici hanno una vasta gamma di colori) sia perché potreste trovarvi a dover dipingere squadre di miniature tutte uguali (o almeno vestite uguali, o della stessa razza) e, credetemi, è impossibile rifare lo stesso identico colore ogni volta… sarà sempre leggermente diverso.

La cosa migliore che potreste fare è guardare le illustrazioni delle miniature da dipingere e decidere un certo numero di colori che ritenete ricorrenti e necessari: a parte il bianco, il nero, il giallo e l’azzurro (questi due utili per schiarire colori caldi e freddi) che servono SEMPRE, direi il colore per la pelle, il colore principale di eventuali divise. Iomi procurerei anche du inchiostri, tipo marrone bruciato e blu di prussia… io li uso preliminarmente per evidenziare i particolari dopo aver primerizzato la miniatura ma prima di dipingerla… ma questa è una mia tecnica, non è detto che a voi servano gli inchiostri.


Bricchi e stracci

Ovviamente vi dovrete munire di un bicchierino pieno d’acqua, perché in base all’assunto che i pennelli vanno sciacquati spesso e se non volete dipingere le miniature di un colore solo, i pennelli andranno intinti in un po’ d’acqua abbastanza spesso, almeno ogni volta che cambierete colore. Ho detto intinti, non piantati, mi raccomando! Tutt’al più potete rollarli lungo i bordi del bicchierino per pulirli meglio, ma non tamponarci il fondo del bicchiere, se ci tenete al pennello (e voi ci tenete al vostro pennello, vero?).

Io di solito uso il tappo di un detersivo o qualcosa di similmente piccolo… non è che vi serve un boiler d’acqua. Alcuni cambiano acqua quando cambiano gradazione di colore. Se devo passare da un verde scuro ad una pelle pallida lo faccio, ma non così spesso… diciamo che lo faccio se vedo che il colore che sto usando si sporca. Tutto chiaro?

Bene, ma mentre sei lì che pitti la miniatura e sciacqui il tuo pennello, poi ti chiedi “e mo dove lo asciugo?” e ti trovi a correre con sto pennello in mano a prendere la prima cosa che ti viene in mente: solitamente la carta da cucina… o quella igienica… dipende quanto sei laido/a (>_<).

Strano ma vero, nessuno si è ancora preoccupato di fare qualcosa di professionale per l’asciugatura del pennello: ancora tutti con carta da cucina, vecchie lenzuola o mutande (lavate… o no, se siete laidi), insomma con quello che capita. Meglio piccole pezze che specie di asciugamani da doccia… sono più maneggevoli 😉


Supporti e wet palette

La mia wet palette casalinga ricavata da un vecchio blister

Se pensate di sparare il colore direttamente sulla miniatura come il vecchio Crystal Ball (e se non sapete cos’è, beati voi… vuol dire che siete gggiovani)… no, decisamente vi sbagliate. Si necessita di un supporto su cui mettere la “palloccia” di colore da applicare per attingevi con il pennello costantemente inumidito.

Esistono boccette che si aprono e in cui si infila direttamente il pennello, ma le sconsiglio perché è il modo migliore per far seccare tutto, a meno che non chiudiate il tappo in continuazione… cosa improponibile (mi rendo conto che tutto quello che ho scritto ha un sapore vagamente sessuale…).

Procuratevi un vecchio coperchio di plastica, le vaschette dei colori a tempera, un vecchio vassoio… insomma niente di poroso perché assorbirebbe l’umidità del colore seccandolo più in fretta. Se pensate che il colore possa colare da tutte le parti vi rassicuro: è fluido ma non così fluido… a meno che non lo inondiate d’acqua.

Veniamo alla Wet Palette… che cos’è? Sembra roba da professionisti, e in parte lo è, ma è anche una cosa molto utile e molto semplice da realizzare a casa. Sostanzialmente è un supporto in cui i colori che attingiamo si trovano su una superficie intrisa d’acqua e traspirante e possono mantenere una buona fluidità non seccando se non dopo molte ore: questo ha l’indubbio pregio da un lato di farci risparmiare colori perché possiamo usarli tutti senza che una parte si secchi prima di essere attinta, dall’altro di mantenere una miscela di colori che avevamo preparato per una campitura e che non riusciremmo mai a rifare come prima (perché è impossibile ripetere una nuance di colore che ci siamo fatti da soli magari miscelandone 2 o 3…).

Per questo la regola d’oro quando si “crea” un colore mischiandone altri è NON ESSERE PARSIMONIOSI: sempre più di quanto non ce ne serva perché se rimaniamo senza, prima di finire la campitura… ogni lasciato è perso, come in amore. Tornando alla wet palette, farla in casa è semplice: ci si deve procurare un piccolo contenitore piatto (anche il coperchio di un barattolo), della carta da forno, della pellicola Domopak e della carta assorbente. Si tagliano la carta da forno e quella assorbente della stessa misura del supporto, si bagna la carta assorbente e si mette sul supporto, sopra si mette quella da forno e il gioco è fatto: i colori possono essere mischiati sulla carta da forno e mantenuti umidi. Una volta che si vuole sospendere, si copre la wet palette casalinga con il domopak in modo che l’umidità non si disperda.


Vernice e finitura

Una volta dipinte le vostre miniature, sarebbe bene dare loro una mano di vernice protettiva. E’ una vernice trasparente che si dà a bomboletta o a pennello e che serve per fissare l’acrilico sulla miniatura e proteggerlo un po’ dall’acidità della pelle delle mani o dall’usura dovuta all’uso.

Alcuni modellisti non la usano perché temono che alterino la resa dei colori della loro miniatura o del loro figurino… che penso sia come la differenza fra il suono del CD e quello del vinile… padronissimi di farlo dato che per lo più la loro statuina passerà la maggior parte della vita in una teca, o la vetrina di una mostra. Ma quelle che serviranno al nostro gioco subiranno urti, passeranno di mano in mano e verranno spostate più volte, quindi penso che se possono essere un po’ protette è meglio… contando anche tutto il lavoro che vi sono costate.

Riguardo alle vernici di finitura, ne ho provate un po’, ma quella che mi ha soddisfatto di più è la vernice acrilica opaca (matte) della Vallejo. E’ buona anche quella Games Workshop, che è anche leggermente più lucida, ma io preferisco la prima perché lascia l’effetto colore intatto, senza che ci siano riflessi e punti di luce indesiderati.

 

 


Sapone da cucina

Pensate che vi prenda per il cul*? Assolutamente no. Prima di apprestarvi a primerizzare e dipingere le vostre miniature dovrete anche pulirle bene da sbavature e imperfezioni, scartavetrarle (tutte cose che spiegherò nelle prossime puntate) e infine dargli una lavata con del comune sapone per piatti per togliere eventuali tracce di grassi e acidi della pelle e delle mani. Questo è vero soprattutto se al gioco ci avete già giocato e sudato prima di pitturare tutto. Se ce la fate usate anche una spazzolina: lavate con sapone per piatti, sciacquate e asciugate con panno morbido.

No, per cortesia niente lavastoviglie.

 


La luce

Siamo tutti d’accordo che la cosa migliore sarebbe dipingere di giorno, possibilmente con luce non diretta ma diffusa e quando magari siamo più riposati. L

a realtà delle cose è che solitamente abbiamo poco tempo e quel poco di tempo che abbiamo viene fuori nelle ore in cui non c’è luce, a meno che siate sprovvisti di moglie, fidanzata, marito, fidanzato, figli, un lavoro che non sia a turni… insomma è meglio attrezzarsi per dipingere indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

Che poi ho sempre considerato la pittura (hobbystica) uno “sport invernale”, quindi le ore papabili sono ancora più ridotte. Detto questo, torniamo al discorso: fattore importantissimo quando si dipinge è cercare di farlo con una buona illuminazione, sia per non stancare gli occhi, sia per vedere bene tutti i particolari, sia per evitare che i colori vengano falsati da luci troppo fredde o troppo calde. Per capire quale luce dobbiamo procurarci sappiate che il “calore di una luce è indicato in gradi Kelvin (K), che la luce calda non supera i 3.300K, mentre la luce fredda intorno ai 6500K, quindi il mio consiglio è optare per una luce neutra intorno ai 4000K… ma non vi preoccupate, non è che serve una laurea in illuminotecnica (che non penso manco esista): generalmente in commercio si trovano degli standard costruttivi, quindi sempre i soliti colori. Vedete un po’ voi con che luce vi trovate bene, non è che dovete star bene nel mio paio di scarpe ;-).

 


E con questo mi sembra di avervi spiegato un po’ tutti i materiali. Nel [prossimo appuntamento] mi occuperò di come preparare la miniatura alla successiva fase di pittura. Per adesso… procuratevi i materiali! 🙂


E se voglio le miniature dipinte ma non voglio sbattermi?

Ma è semplice: basta rivolgersi a chi svolge servizi di pittura miniature. La richiesta di miniature pitturate è in continua crescita, quindi molti si cimentano in questa attività a prezzi altalenanti a seconda del grado di “effetto wow” richiesto. Qui su Geek Pizza abbiamo la nostra Kiki (alias Chiara Grassi) che è veramente brava e onesta. Se vuoi farti un’idea di come lavora questa valente ragazza, fai un clic [qui].

 

 


E naturalmente vi invito ad acquistare ogni vostro gioco di miniature su MagicMerchant.it.

 

Luca "Il ludografico"

Il Ludografico (all'anagrafe Luca Canese) è un graphic designer e modellista, con una passione smodata per i giochi da tavolo, i libri, la storia antica, i boschi, gli orsi, gli unicorni, i giochi di Ryan Laukat, le opere di Paolo Chiari e i libri pop-up di Robert Sabuda. Scrive articoli bizzarri su vari aspetti del mondo dei GdT, realizza recensioni grafiche (le Ludografiche) dei giochi che ha provato, crea giochi sotto l'egida della LuxLu GD (con il suo collega Luigi Maini), lavora come grafico freelance per le aziende e agenzie, collabora con lo studio Labmasu come progettista di organizers per giochi da tavolo e con la 4Grounds per la progettazione di navi di legno. E trova pure il tempo per giocare e badare alla sua casa. Consumato (e a volte scostumato) master e giocatore di GdR, passa da Eberron agli oscuri miti lovecraftiani con nochalance, mentre la sua casa è invasa (oltre che da libri fantasy, di illustrazioni, di storia, Funko Pop e altre cose strane) da miniature dipinte e non dei più svariati giochi.

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