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Cowabunga!

Giochiamo a “Discordia”!

Giochiamo a “Discordia”!

Scopriamo come funziona questo gioco in dove vestiamo i panni di governatori romani e mandiamo il popolo a lavorare.

49 D.C. siamo dei governatori romani incaricati di gestire al meglio degli avamposti situati in Germania, lungo il fiume Reno. Il nostro compito è quello di far prosperare le nostre città, creando infrastrutture, impiegando lavoratori e difendendoci dalle incursioni delle tribù locali.
Non siamo in guerra tra di noi, ma di certo tra i governatori c’è della discordia e, soprattutto, una gran rivalità. Nel giro di quattro anni, infatti, l’imperatrice Agrippina col figlio Nerone verranno in visita e daranno onore e gloria solo a uno di noi. Chi sarà il più meritevole?
Dovremo affilare i dadi per deciderlo e vincere a Discordia, gioco di Bernd Eisenstein, illustrato da Lukas Siegmon e portato in italiano da Giochix.
Il gioco è indicato a partire dai 12 anni, per 1-4 giocatori e dura dai 60 ai 90 minuti.

Cosa c’è dentro la scatola?

Discordia si presenta con dei buoni materiali. C’è un tabellone centrale di dimensioni finalmente umane e double layer, diviso in più aree: quella in basso, dedicata alle azioni che vengono attivate con i dadi, il fiume centrale, che funge da segna-tempo, e la parte in alto dove verranno posizionate le tessere Germani e la riserva delle stelle.

Ci sono poi quattro plance giocatore, anche queste double layer, ognuna con un’area città divisa in zone con ‘tessere’ di espansione prestampate (gialle, bianche, rosse e azzurre) e aree ‘vuote’ (prato e fiume) dove dovremo noi espandere la zona urbana. A sinistra della città ci sono i tracciati Sviluppo e Spedizioni, l’area dei Decreti completati (ovvero degli obiettivi risolti) e, nella parte bassa, il tracciato acquedotto, che ci sarà utile alla fine di ogni round.

C’è poi tutta una lista di tessere e segnalini vari che verranno utilizzati durante la partita: le Tessere Azione, le Tessere Germani, le Tessere Città, le Tessere Espansione, le Tessere Torre, quelle Decreto e Privilegio, gli indicatori per il tracciato Acquedotto, tre dadi, i segnalini manipolatori, tanti meeple lavoratori colorati e un sacchetto di stoffa da cui estrarli casualmente.

Setup!

La preparazione scorre piuttosto liscia.
Bisogna posizionare il tabellone al centro del tavolo e andare a inserire, in maniera casuale, le sei Tessere Azione negli appositi spazi sottostanti le figure dei dadi. C’è poi da preparare una riserva di stelle (in alto a destra) e le due pile degli invasori Germani appena sopra il fiume centrale.
Si posiziona la barca sulla prima casella del fiume a partire da sinistra: questa fungerà da segnatempo ‘navigando’, stagione dopo stagione, di casella in casella. Bisogna poi mescolare le tessere città e posizionarle in file (tante quante il numero di giocatori) sottostanti le tessere azioni.
A lato del tabellone vanno posizionate le tessere Espansione, i Decreti, i Privilegi e le Torri. In fine, ogni giocatore si prende una plancia, con tanto di stelle iniziali, i primi 15 lavoratori estratti casualmente dal sacchetto, un gettone manipolatore e il segnalino per il tracciato acquedotto.
Ora si può incominciare!

Il tabellone centrale con, appena sotto, le tessere città.

Ma come si gioca a Discordia?

Partiamo dalla fine, ovvero dal come si vince.
Lo scopo del gioco è riuscire a finire tutti i propri meeple lavoratori andandoli a posizionare selle Tessere Città. Se un giocatore riesce a esaurire i propri meeple in questo modo, la partita termina all’istante decretando il successo di questo giocatore. Nel caso invece in cui nessuno riesca a finire i lavoratori, alla fine del quarto round di gioco vince il giocatore con meno meeple ancora da impiegare.
La partita, quindi, è una sorta di corsa al finire i propri meeple per primi.

Ma come possiamo raggiungere questo scopo? Il flusso di gioco è piuttosto semplice da imparare. All’inizio di ogni turno, il primo giocatore lancia i tre dadi e li pone sulla figura corrispondente del tabellone centrale: un dado con un tre andrà quindi messo sopra il disegno di un dado da tre, un dado con un due andrà sopra il disegno del dado da due, ecc.
Il posizionamento dei dadi va a indicare quali azioni e quali Tessere Città possono essere effettuate/prelevate in questo turno. Sotto i dadi, infatti, c’è una colonna che elenca cosa si può fare scegliendo di ‘attivare’ proprio quel dado. Se prendiamo ad esempio la foto qui sopra, nel mio turno posso decidere di attivare il dado blu da tre o il dado giallo da due. A seconda di quale dado scelgo, posso effettuare una delle tre/quattro azioni riportate nella colonna posta appena sotto il dado in questione, oppure prendere una delle Tessere Città sottostanti.

C’è però un interessante twist nella scelta dei dadi: il primo giocatore infatti, una volta lanciati i dadi, ne sceglie uno che potrà attivare solamente lui durante quel turno. Se prendiamo la foto qui sotto, quindi, possiamo immaginare che il primo giocatore reclami per sé il dado rosso da sei e, durante il suo turno, sarà l’unico in grado di poter eseguire una delle azioni elencate sotto lo spazio indicato dal dado da sei.
Esatto, cari amici: se non ci pensa la sfortuna, a remarvi contro, potrebbe pensarci il vostro vicino di posto.

Attivando il dado rosso si può effettuare una delle azioni indicate dai simboli sottostanti.

Le azioni disponibili ‘attivando’ i rispettivi dadi sono:

Prendere una tessera città presente nella colonna del dado scelto e posizionarla sulla propria plancia giocatore. Queste Tessere possono essere messe esclusivamente sopra uno spazio Espansione (prestampato sulla plancia giocatore o aggiunto tramite una nostra azione). Sono proprio queste Tessere Città quelle che ospiteranno i nostri meeple.

Espandere la propria città, ovvero prendere delle Tessere Espansione e posizionarle in uno spazio prato o fiume della propria plancia personale (ovvero le zone ancora vuote). L’espansione è importante perché spesso, posizionando la tessera, si va a coprire un simbolo prestampato che fornisce un bonus.

Inviare i propri lavoratori sulle Tessere Città della propria plancia. Quando decido di inviare lavoratori, devo andare a riempire il primo semicerchio libero di una singola tessera edificio con il numero esatto di meeple del colore richiesto. Nella foto qui sotto, per esempio, se decido di inviare lavoratori nella tessera blu, dovrò riempire il semicerchio in alto con un meeple blu.
Attenzione! Discordia, non ha un piazzamento lavoratori di quelli ‘classici’: i meeple vanno solo posizionati sugli spazi predisposti e il loro posizionamento non attiva nulla e non dà vantaggi (a parte le Caserme rosse che ci serviranno per contrastare i Germani). Serve solo per ‘disfarsi’ dei lavoratori.

Prendere una o due stelle dalla riserva. Queste stelle servono per…

Sviluppare la città. Ovvero andare a riempire una casella del tracciato Sviluppo o del tracciato Spedizioni con una stella per ottenere determinati bonus.

Le tessere città presentano dei semicerchi con raffigurati dei meeple, mentre gli spazi espansione non hanno lavoratori disegnati.

In aggiunta alle azioni principali appena spiegate, ce ne sono altre di secondarie che si ‘innescano’ a seconda del dado che scelgo di ‘attivare’.

Se il colore e il valore del dado scelto corrispondono a un simbolo dado presente su delle Tessere Città della mia plancia, posso inviare ulteriori lavoratori su quelle tessere. Per esempio, se nel mio turno decido di attivare un dado rosso da quattro posso, in aggiunta alla mia azione principale, andare a posizionare meeple in ogni mia Tessera Citta che ha un dado rosso da quattro disegnato. Facendo riferimento alla foto qui sopra, quindi, potrei posizionare un meeple rosso sullo spazio ancora vuoto della Tessera Città rossa, la Caserma.

Se prendo il dado che si trova nella stessa colonna della barca segnatempo, ottengo l’azione bonus specifica di quella sezione. Nella foto qui sotto, per esempio, se scelgo di ‘attivare’ il dado giallo, trovandosi questo sulla stessa colonna della barchetta segna-tempo posso anche effettuare l’azione secondaria collegata, ovvero prendere e posizionare una Tessera Torre (delle Tessere Città speciali che danno ulteriori bonus).

Raggiungendo poi determinati ‘traguardi’ potrò reclamare un Decreto (che sono delle specie di obiettivi), ovvero delle tesserine che, andando a coprire gli spazi più a sinistra della mia plancia personale, mi daranno nuovi bonus.

O, ancora, posso ottenere delle tessere Privilegio, per esempio posizionando almeno 4 Tessere Espansione sulla mia plancia. I Privilegi possono fornire un bonus immediato, oppure attivare delle abilità permanenti, come per esempio la capacità di considerare i meeple di un determinato colore come meeple jolly, ovvero posizionabili su ogni colore senza limitazioni.

Discordia è, di fatto, un gioco di combo. Per riuscire a esaurire il proprio gruzzolo di meeple colorati bisogna inanellare più combo possibili tra azioni, scelta dei dadi, posizionamento tessere e corsa sui tracciati. Se riesco a piazzare una tessera espansione in un determinato punto della mia plancia, otterrò la possibilità di avanzare su un tracciato che, magari, mi consentirà di espandere nuovamente la città dandomi un ulteriore bonus, e così via.

Le tessere Decreto (quelle a forma di casetta) e le tessere Privilegio.

Non tutto può filare liscio, però, in terra teutonica e infatti, alla fine di ogni round di gioco (ovvero dopo 5 turni, quando la barca raggiunge la fine del fiume), ci sono almeno un paio di sventure che dovremmo cercare di mitigare.

La prima è il raid dei Germani che vengono con l’intenzione di distruggerci. Ci attaccano con una forza riportata nelle tesserine Germani poste in alto sul tabellone centrale. Noi dovremo cercare di contrastarli con un numero almeno uguale di simboli elmo, presenti sulle Tessere Città rosse e sulle Tessere Torri (delle tessere ‘speciali’ ottenibili con dei bonus e che possono essere posizionate solo sui porti). Se riesco a sconfiggere i Germani otterrò un bonus, se a perdere sono io otterrò un malus.

A sinistra le Tessere Germani, con il numero a indicare la forza di attacco e i relativi malus (nella rossa) e bonus (nella verde.) A destra le tessere con gli elmi.

Bisogna poi considerare la carenza delle infrastrutture: si contano dei simboli lasciati scoperti sulla propria plancia (gli omini col sacco arancione), gli edifici che non hanno ancora tutti i meeple richiesti su di sé, e a questo numero si sottrae il valore massimo raggiunto sul nostro tracciato acquedotto. Il risultato ci dirà quanti ulteriori lavoratori dovremo andare a pescare, aggiungendoli alle fila dei nostri omini da impiegare, cosa che ci renderà più difficile vincere.

Si procede così per quattro anni (ovvero i round), composti ognuno da cinque stagioni (ovvero i turni). Ovviamente si può finire prima se qualcuno riesce a esaurire i propri meeple, ma dubito sia possibile prima dell’ultimo anno.

Ok, tiriamo un po’ le somme

Parto subito dicendo che in famiglia è molto piaciuto. Il gioco è semplice da imparare, ma sa regalare una buona dose di soddisfazione quando si riesce a concatenare più combo. Si percepisce inoltre l’urgenza di dover esaurire i lavoratori quanto prima, dovendo inoltre prestare attenzione agli attacchi dei Germani (che a volte potrebbe convenire non intralciare) e cercando di diminuire la carenza di infrastrutture nel minor tempo possibile, in modo da pescare sempre meno lavoratori.
Tutto questo, come dicevo, ha reso molto gradevoli le partite fatte in famiglia.

Bisogna però fare alcune precisazioni, su tutte la fortuna, che incide parecchio.
Ai dadi, ovviamente, non si comanda e sebbene si possano ottenere dei modificatori durante la partita, la verità è che se non esce il valore desiderato bisogna ripiegare. Un po’ di alea, poi, c’è anche nell’uscita degli edifici che, sebbene siano di poche tipologie, a seconda di come escono posso favorirci o sfavorirci.

Se però si è giocatori a cui la fortuna non dispiace, questo gioco potrebbe fare al caso vostro. C’è della cattiveria, in quanto il primo giocatore può trattenersi un dado col solo scopo di mettere i bastoni tra le ruote a un compagno di tavolo, c’è questo particolare utilizzo del ‘piazzamento lavoratori’, e questa corsa per essere il miglior ‘ufficio di collocamento’ ha il suo perché.

Anche a livello di scalabilità a mio avviso funziona bene. Anzi, in pochi giocatori potrebbe essere più facile capire quale dado è meglio rendere non disponibile e quindi vestire i panni di governatori davvero spietati.

L’unico dubbio che ho riguarda la longevità. È vero che il tiro dei dadi, l’uscita degli edifici e l’attacco dei germani smuove un po’ le acque, ma allo stesso tempo mi chiedo se comunque non si riesca, a lungo andare, a scovare quella sequenza di azioni che ti ‘aiuta’ a trovare un leitmotiv nell’esecuzione dei propri piani.

Ritengo poi che potrebbe non essere il titolo adatto per quei giocatori che prediligono i cinghialoni pesanti. Discordia, infatti, non è un titolo pesante, ma non è neanche esattamente un filler, sebbene le partite scorrano anche piuttosto rapidamente, quindi lo ritengo più adatto a chi ama i pesi medi e i giochi dove il segreto è fare le giuste combinazioni.

Detto questo, ora torno a collocare lavoratori che Adecco mi fa un baffo!
Ricordatevi che, se anche voi volete diventare un governatore romano potete preordinare Discordia su MagicMerchant.it!

il ciciarampa

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