Lo spacciagiochi – L’isola dei gatti

Lo spacciagiochi – L’isola dei gatti

Lucky Duck porta in Italia L’isola dei gatti, una scatola di generose dimensioni piena di felini di forme variegate.

Quando si è iniziato a parlare di Isle of Cats (titolo originale de L’isola dei gatti), correva l’anno 2019, avevo messo una bandierina mentale sulla campagna Kickstarter. Oggi, dopo alcune partite, sono qui a fare i complimenti a Lucky Duck Games Italia per aver portato nel nostro Paese questo titolo che, al netto di qualche nota sull’estetica, è piaciuto a tutte le persone con cui l’ho provato. Una ha iniziato a cercarlo su Internet per comprarlo quando ancora non avevo finito di calcolare i punti a fine partita.

La storia

Le leggende cittadine raccontano di una favolosa isola dove vive una razza di antichi, saggi, fieri e giocosi gatti. Di recente, alcuni esploratori provenienti da Squall’s End hanno rivelato che è tutto vero! Purtroppo, l’isola è minacciata dagli eserciti in marcia di Lord Vesh Manoscura, che non si fermerà davanti a nulla per distruggere l’isola e il resto del mondo. Gli alberi bruceranno e le antiche rovine verranno distrutte, ma esiste una possibilità di salvezza per queste nobili creature.

Nella scatola

La scatola è davvero corposa: 30x30x10 cm, ovvero una scatola classica, ma più alta. Avete presente quando le scatole sono molto, molto più grandi di quanto richiederebbe il contenuto? Ecco, questa decisamente non lo è. Dentro troverete…

Giorgio apre la scatola de L’isola dei gatti

Legno: 30 pedine gatto e 1 pedina barca di Vesh

Cartone: 4 plance barca e 1 isola (double face), 212 segnalini (polimini gatti, polimini tesori, ceste, pesce)

Carte: 219 carte

Altro: sacchetto in stoffa per i polimini, matita e blocchetto segnapunti.

Ah, e il coperchio? Ecco una foto dell’interno del coperchio della scatola.

Dicono che i gatti amino stare nelle scatole, sarà vero?

Preparazione

La preparazione, almeno le prime 1-2 volte, può essere un pochino laboriosa, ma il regolamento è ben fatto e non vi lascerà dubbi in questa fase.

Dinnanzi a voi avrete la plancia barca (personale), divisa in stanze. Al centro del tavolo vi è la plancetta isola con il tracciato dell’ordine di turno e dei round, quando quest’ultimo arriverà sullo zero, la partita avrà termine.

L’isola è una plancia comune, ogni round si posizioneranno alla sua sinistra e alla sua destra dei polimini. Quelle a sinistra costano 3 pesci, quelle a destra 5.

Sotto l’isola vanno messe le tessere Tesoro Comune e le sei tessere Gatto Oshax. Queste tessere servono ad aiutare a coprire meglio la superficie della vostra barca. (Se conoscete Barenpark, pensate alle tessere Carriola ed escavatore)

Tenete le carte a portata di mano, andremo a distribuirle tra poco.

La situazione al terzo round

La partita

La partita dura 5 round, ognuno dei quali è strutturato allo stesso modo. Non serve memorizzare tutto istantaneamente, c’è un riquadro sulla plancia personale che vi aiuterà a tenere a mente l’ordine dei passaggi. A grandi linee, comunque, un round è così composto.

  1. Riempire i campi: si pescano tessere Gatto dal sacchetto di stoffa e si popolano i due lati dell’isola. Il numero di tessere dipende dal numero di partecipanti.
  2. Pescare. Ricevete 20 pesci, sono la valuta da spendere durante il gioco.
  3. Esplorare. Si pescano 7 carte a testa e si fa un draft, ovvero si tengono due carte per volta e si passa tutto il resto. Badate bene, tenere una carta in mano non vi consente di giocarla: dovete prima pagarne il costo in pesci (altro che i Mega crediti di Terraforming Mars). Fate molta attenzione a questa fase, avete 20 pesci (più eventuali risparmi dei round precedenti) e dovete usarli sia per pagare le carte, sia per pagare le tessere gatto tra poco.
  4. Leggere lezioni. Ora inizia la parte che può sembrare caotica, in realtà non lo è, ma bisogna prendere confidenza con il colore delle carte. Le lezioni sono obiettivi personali (segreti) o comuni (pubblici). Perché dovrei pagare un obiettivo che può avvantaggiare chiunque al tavolo? Innanzi tutto, perché costa meno degli obiettivi personali e, in secondo luogo, è vero che può avvantaggiare chiunque, ma magari avvantaggia molto più voi.
  5. Salvare i gatti. A turno, compatibilmente con le vostre risorse (pesci, spazio sulla nave, ceste per trasportare i gatti), acquisterete le tessere ai due lati dell’isola. Non entriamo nei dettagli, ma le carte che giocherete in questa fase decidono anche l’ordine di gioco.
  6. Scoperte rare. Altre carte da giocare, consentono di ottenere tesori o gatti Oshax per tappare buchi sulla nostra nave.

Fine del round, i gatti ancora attorno all’isola vengono scartati e si riparte, fino alla fine del quinto round.

In tutto questo non ho citato le carte azione, potete giocarle in qualsiasi momento e vi consentono di ottenere pesci, tesori, pescare carte, etc. Come vedete c’è una certa varietà di tipologie di carte ed è l’unico vero scoglio per chi non ha tanta dimestichezza con i giochi da tavolo moderni, scoglio che però ho visto che viene superato agevolmente già dopo mezza partita.

Calcolo del punteggio

Alla fine daranno punti le famiglie di gatti (tessere contigue dello stesso colore), le carte lezione (obiettivi) e alcuni tesori. Attenzione, però, ogni stanza in cui è divisa la nave, dà dei malus se non è completamente riempita, così come ogni ratto che non abbiate coperto con gatti e tesori.

Non aspettatevi lunghi calcoli per determinare di chi sia la vittoria, si tratta veramente di poche cose da sommare e, per tutta la partita, potete tenerle d’occhio grazie allo specchietto riassuntivo sulla plancia personale.

Conclusioni

Come dicevo in apertura, tenevo d’occhio “Isle of Cats”, “L’isola dei gatti” da parecchio tempo e sono stato molto contento di poterci giocare. Si tratta di un bel gioco di piazzamento tessere, non presenta elementi cervellotici, non richiede partite su partite per essere assimilato e ha una durata contenuta. La scatola riporta “90 minuti”, è vero per la prima partita, ma se con lo stesso gruppo ne fate una seconda, vedrete tempi molto più ridotti, perché i turni sono davvero molto lineari. L’isola dei gatti riesce a non essere troppo ripetitiva perché ci sono diversi elementi che concorrono a sparigliare le carte: gli obiettivi, la forma e il colore dei polimini disponibili, l’ordine di gioco.

Il cuore del gioco è sicuramente il piazzamento a incastro delle tessere, che restituisce un notevole appagamento, cosa che sappiamo sin dai tempi di Patchwork, tuttavia il punto più interessante è il momento del draft delle carte e lo si può notare già dopo una partita, quando le avrete viste passare quasi tutte. Ogni round richiede scelte oculate sulla gestione delle carte: prendo questa per giocarla, prendo questa perché è un obiettivo che fa comodo alla mia vicina e voglio scartarlo… mentre creo la mano di inizio round devo avere già in mente quanto posso spendere, per non precludermi il salvataggio del numero di gatti che vorrei e tenere d’occhio che gatti ci sono in gioco, perché alcune tessere saranno sicuramente contese tra più persone e avere in mano carte che ci fanno giocare prima, può essere cruciale, anche se comporta un costo in pesci.

Questo tipo di ragionamenti, tuttavia, non è così obbligatorio, perché a L’isola dei Gatti c’è sempre qualcosa da fare, quindi se vi approcciate a questo gioco in maniera più leggera, non vi sentirete mai completamente allo sbando.

Ho lasciato la scatola incustodita, Pepper deve aver letto la scritta, e ci è entrata. Se pensate che l’abbia messa io apposta, non avete gatti.

C’è una modalità di gioco chiamata “per famiglie”. Fate finta che non esista, non ha alcun senso, trasforma una bella pietanza saporita e speziata in un piatto di verdure al vapore scondite. Per carità, a mia madre e mio fratello non è dispiaciuta, ma io non vedevo l’ora che finisse la partita. Quando ci gioco con il regolamento “vero”, invece mi viene voglia di farne un’altra.

C’è anche una modalità solitario, ma non ho mai avuto occasione di provarla. Giocate contro vostra sorella (sì, giuro!), che vi metterà i bastoni tra le ruote. Si usa un mazzetto di carte apposite per determinare le sue azioni, in questo caso.

Ci sono un paio di elementi che non ho amato incredibilmente e riguardano la scatola e le carte. Da un gioco che punta sui gatti carini e coccolosi, mi sarei aspettato una attenzione diversa all’estetica. La scatola è bianca con queste lettere che sembrano un po’ dei tiragraffi, ma sono in pietra e le carte non sono proprio bellissime da vedere.

Per contro, il regolamento è chiaro, riporta esempi, riquadri con note e via dicendo. Un punto decisamente a favore di un gioco che punta a un pubblico ampio.

Se dovete fare o farvi un regalo, L’isola dei gatti è decisamente un bel regalo. Su MagicMerchant.it trovate il gioco base, le espansioni (una consente di giocare anche in 6) o un bundle che include tutte e tre le scatole, oltre a un interessante sconto del 17%.

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