Lo spacciagiochi – After Us

Lo spacciagiochi – After Us

Il pianeta delle scimmie incontra il deck building in After Us

2083. L’umanità si è estinta da diverse decadi. lasciando sulla terra solo ricordi della sua ingombrante presenza.

Con il passare del tempo, la natura si è ripresa il pianeta.

Mentre il mondo si rigenera, le scimmie continuano a evolvere spinte da un’insaziabile sete di conoscenza. Si riuniscono in tribù, sviluppano nuove competenze e imparano a utilizzare gli oggetti lasciati dagli esseri umani.

Come leader di una tribù, è vostra responsabilità indicare alle scimmie che vi seguono la strada per raggiungere un’intelligenza collettiva.

Non appena ho visto la copertina illustrata da Vincent Dutrait con il titolo a lettere cubitali, ho raccolto qualche informazione e ho deciso che After Us andava provato assolutamente.

After Us in breve

Autore: Florian Sirieix | Artista: Vincent Dutrait | Giocatori: 1-6 | Durata: 40-60 | Età: 12+ | Editore: MS Edizioni

In After Us vi troverete a cercare di creare un mazzetto di carte molto più performante di quello iniziale, per raccogliere e trasformare risorse tramite l’accostamento delle vostre carte, dovrete infatti formare dei riquadri per ottenere ciò che raffigurano le icone al loro interno (risorse, punti vittoria, abilità speciali).

Nella scatola

La scatola (6x22x32 cm) contiene

  • 1 tabellone
  • 6 plancette giocatore
  • 132 segnalini in legno (120 risorse, 12 segnalini giocatore)
  • 47 segnalini in cartone (risorse)
  • 7 tessere oggetto
  • 24 dischi azione (4 per colore)
  • 176 carte (48 iniziali, 120 avanzate, 6 riassunti di gioco)

Le risorse sono di quattro tipologie, ma solo tre sono di legno, la quarta ha dei segnalini in cartone, non so come mai.

Semi, frutti, fiori e batterie

Preparazione

La preparazione può essere parecchio lunga se non avete messo a posto bene il gioco, se invece avete usato in maniera oculata gli scomparti in cui è divisa la scatola, ci vorrà molto poco.

Le scimmie sono divise in quattro tipologie: Scimpanzè, Gorilla, Mandrilli, Oranghi. Ogni tipologia ha carte di livello 1 e livello 2. La plancia comune indica chiaramente dove posizionare ogni mazzetto (coperto), non potete sbagliare.

Ogni partita vede entrare in gioco 3 tessere oggetto casuali, rimettete nella scatola le altre 4.

Posizionate le risorse a portata di mano.

Ogni persona sceglie il proprio colore e di quel colore riceve

  • Una plancetta
  • Quattro dischi azione
  • Otto carte Tamarino iniziali
  • Due segnalini in legno (uno va sulla cornice segnapunti della plancia comune, l’altro sulla vostra plancetta)

Non vi preoccupate eccessivamente dei colori: ogni set ha un simbolo che lo contraddistingue, se non riuscite a distinguere i colori, i simboli vi aiuteranno.

La partita

Una partita ad After Us procede fino a che una tribù non raggiunge la fine del tracciato segnapunti (80 punti), innescando il round finale.

Ogni round è diviso in tre fasi

  • Assemblare la tribù
  • Attirare nuove scimmie
  • Riposare

Assemblare la tribù: pescate le prime quattro carte dal vostro mazzo (all’inizio le 8 carte sono uguali per ogni tribù) e accostatele secondo l’ordine che più vi aggrada, nel tentativo di accostare i riquadri sui lati delle carte e renderli dei rettangoli chiusi. Ogni riquadro chiuso conferisce i bonus indicati al suo interno, alcuni richiedono il pagamento di risorse, come suggerisce la classica iconografia con le frecce.

Questa meccanica, che secondo BGG si chiama “melding and splaying” (“fondi e allarga”) mi piace molto ed è il cardine del gioco, ha un peso molto più consistente del deck building.

Attirare nuove scimmie: raccolte le risorse e i punti vittoria indicati nei riquadri chiusi, è ora di usare uno dei quattro gettoni che avete sulla plancia. Sceglietene uno e giocatelo, coperto. Quando ogni persona ha scelto quale utilizzare, girateli. Ogni gettone conferisce un bonus, mentre due sono evidenti (batterie e punti vittoria), due icone meritano due parole in più. Gli scimpanzè consentono di riattivare un riquadro che avete già usato, i gorilla vi danno due punti rabbia. Il tracciato rabbia è il contatore sulla vostra plancetta personale, in ogni momento potete spenderne quattro per rimuovere dal gioco una delle vostre carte.

Chi è avvezzo al deck building ha già pensato alla parola scrap, ovvero “rottamare” le carte meno utili, con due effetti positivi: in primis otterrete il bonus in alto a destra sulla carta (una risorsa nel caso delle carte base, succosi punti vittoria nel caso delle carte avanzate), in secondo luogo, eviterete di pescare le carte meno forti (tipicamente quelle ricevute a inizio partita).

Ma torniamo all’attirare nuove scimmie. Sulla plancia centrale vi sono quattro tipologie di scimmie, divise in otto mazzetti (livello 1 e 2 per ogni tipologia). Le carte di livello 1 costano tre risorse, quelle di livello 2 costano sei risorse. Pagate le risorse e pescate la prima carta dal mazzetto corrispondente al gettone che avete giocato, mettetela in cima al vostro mazzo di pesca.

Attenzione: in questo momento, le altre tribù possono spendere due risorse identiche tra loro per ottenere il bonus di un gettone altrui, a me è sembrata piuttosto una maniera di rendere più interattivo un gioco che, di fondo, è un solitario di gruppo, però alcune volte è stato utile investire così un paio di risorse.

Riposare: scartate le carte giocate, il mazzo degli scarti verrà mescolato quando quello di pesca si sarà svuotato.

Il gioco prosegue fintanto che una tribù non arriva a 80 punti, questo è il round finale, dopodiché si controllerà chi avrà fatto più punti.

Conclusioni

Dopo un po’ di partite ad After Us si notano alcune caratteristiche di questo gioco che rappresentano una qualità per certi versi e un difetto per altri; questo è il momento in cui dovete cercare di capire se il gioco fa per voi o è da evitare.

Innanzi tutto nel deck building, di norma, c’è un mercatino comune da cui acquistare le carte e la priorità nell’acquisto può rappresentare un consistente vantaggio. In After Us no, si pesca una carta coperta da un mazzo e lo si fa simultaneamente, ergo l’ordine di acquisto è irrilevante.

  • Pro: non c’è paralisi da analisi, non si può perdere mezz’ora a pensare se acquisire quella carta o quell’altra.
  • Contro: non c’è la possibilità di pianificare. Si sa in cosa sono specializzate le quattro tipologie di scimmie, ma la pianificazione finisce lì.

Le carte di livello 2 sono molto più utili. Vale la pena sprecare un turno senza fare acquisti per acquistare una carta molto più appetitosa nel turno successivo, specialmente se è un gorilla (forniscono rabbia e, quindi, aiutano a levare di mezzo le carte inutili).

  • Pro: chi cerca un gioco meno ponderato apprezzerà la possibilità di acquistare quasi sempre una carta.
  • Contro: chi ha più esperienza nei giochi di deck building noterà questa cosa alla prima partita e avrà un vantaggio notevole.

C’è sempre qualcosa da fare accostando le carte, a volte si riescono a ottimizzare i riquadri, a volte un po’ meno, ma non avrete mai turni in cui non si raccoglie nulla.

  • Pro: chi cerca un’esperienza più leggera troverà appagamento.
  • Contro: chi cerca di dare un’impronta di un certo tipo al proprio mazzo, con l’acquisto di carte di un certo tipo, non avrà particolari vantaggi. Ho persino fatto due partite ignorando completamente gli scimpanzé e non ho avuto alcun impatto sulle prestazioni.

Arriviamo a cose più generiche: i materiali sono buoni, l’ergonomia anche, l’iconografia è molto chiara in quasi tutti i casi e c’è anche attenzione a chi non distingue tutti i colori, direi che qui non si possano trovare rimostranze, attenzione però all’interazione: è praticamente inesistente, se per voi il solitario di gruppo è poco interessante, non posso consigliarvi After Us.

Arrivati fin qui, penso che abbiate capito che io non credo di essere il tipo di giocatore a cui After Us si rivolge, ma magari voi sì, per diversi motivi, che spero di essere riuscito a sottolineare in questa disamina.

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