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Anteprima – Somewhere Under The Rainbow su Kickstarter

Somewhere Under The Rainbow arriva su Kickstarter, preparatevi a sfamare unicorni per raccogliere cacca arcobaleno, ma non fatevi ingannare dal tema puccioso!

Avete letto anche voi “Somewhere under the rainbow” canticchiando “Somewhere OVER the rainbow”? Lo immaginavo, ma veniamo al gioco

Benvenuti a Sfavillobosco, tutto ha inizio qui, nelle profondità oscure della foresta, dove il suo abitante più sfuggente cerca rifugio. L’unicorno si rivela molto di rado e, non fosse per un importante rituale, le altre creature della foresta nemmeno crederebbero nella sua esistenza. Con l’avvento della luna nuova, tuttavia, l’unicorno approfitta dell’oscurità per procacciarsi cibo e lasciare dietro di sé l’inconfutabile prova della sua esistenza: una magnifica pila di cacca cristallina multicolore. Lo sapevate? Questo è l’ingrediente segreto degli arcobaleni!

Nella scatola

Il materiale di questo gioco è davvero sfarzoso: un vassoio triangolare in plastica che ospita 36 celle in cui inserire i 108 Gettoni Cacca e in cui si muoveranno i personaggi, colorati insetti dotati di base triangolare in plastica. Le plance personali sono 3D e in 3D è il macchinario Crea arcobaleni (pensate al dispenser delle biglie di Pozioni esplosive, ma più alto). Troviamo poi 126 carte e tre gettoni “fast food”. Completano la dotazione 90 cubetti in plastica trasparente (come quelli di Pandemic, per capirsi), un sacchettino di stoffa per i cubetti e 4 meravigliosi bastoncini a ventosa, ci torneremo tra poco.

La partita

Preparato il vassoio con i gettoni triangolari disposti casualmente fino a riempirlo, dovremo muoverci al suo interno per recuperare gettoni arcobaleno. Il movimento è molto semplice: il nostro segnalino si muove in linea retta, nella direzione indicata dalla freccia sul segnalino stesso. Alla fine del movimento, ruoteremo il segnalino a piacimento, decidendo così in quale direzione muoverci nel turno successivo.

Somewhere Under The Rainbow - prototipo
Somewhere Under The Rainbow – prototipo

Prima di “atterrare” in una cella del vassoio useremo la ventosa per sollevare la tessera più alta (tutte le pile contano 3 tessere sovrapposte, all’inizio della partita) e depositarla sulla nostra plancia personale.

L’altezza a cui ci troviamo influenza la mossa (“Sono più in alto di te”, come dice Obi-Wan), per cui sarà necessario fare attenzione anche a questo aspetto, quando programmeremo le nostre azioni. Non potremo mai superare la nostra linea visiva, per cui partendo da una casella con 2 gettoni non potremo volare oltre una alta 3, ad esempio.

OK e cosa si fa con questi cristalli colorati? Si portano al villaggio.

Il villaggio è l’altro tipo di azione che possiamo effettuare nel turno e ha tre possibili declinazioni:

  • Crea arcobaleni: dovremo aggiungere al crea arcobaleni 2, 3 o 4 gettoni dello stesso colore, ma attenzione! Il crea arcobaleni non accetterà un secondo set di un colore già presente! Più gettoni depositeremo, più cubetti otterremo. I cubetti sono rossi, gialli e blu. Qualcuno ha detto “colori primari”? (Ok, non è precisissimo, ma li chiameremo comunque colori primari)
  • Mercato: qui possiamo scambiare i cubetti ottenuti dal crea arcobaleni per ottenere ingredienti (da trasformare in cibo), pacchetti misteriosi (il contenuto è un mistero fintanto che non girerete la carta acquisita) o latte arcobaleno (ci tornerò tra un attimo)
  • Cibo: scambiate carte ingrediente per una carta cibo. La logica è molto semplice, il cibo ha un colore e il cibo arancioneviolaverde può essere ottenuto scartando due ingredienti la cui “somma” crea quel colore. Verde = giallo + blu, viola = rosso + blu, arancione = rosso + giallo.

Il cibo va impilato con criterio: l’unicorno esige una scala cromatica rigorosa. Ogni carta cibo deve avere lo stesso colore di quella sottostante o essere al massimo a uno spazio di distanza sulla ruota dei colori. Il latte arcobaleno fa eccezione, potete usarlo per “resettare” la pila: sopra questa carta potete mettere qualsiasi colore.

Dicevamo che il crea arcobaleni accetta un colore solo una volta, ma quando tutti e sei i colori saranno stati inseriti, il gioco verrà bloccato e il serbatoio del macchinario svuotato all’interno dello scomparto posteriore della macchina.

Al quarto arcobaleno completato, il gioco ha termine.

Conclusioni

Somewhere Under The Rainbow è un gioco che attira subito l’occhio per via dei colori sfavillanti e i materiali inconsueti, ma se si va oltre la prima impressione si scopre che questo non è un gioco per tutti, benché le regole siano abbastanza lineari, riuscire a ottimizzare le proprie mosse nello spazio dei quattro arcobaleni che scandiscono la partita non sarà banale. Non sono entrato nel dettaglio di alcune regole, non è questa la sede adatta, ma il movimento e il tempismo con cui andremo a “scaricare” il nostro bottino nel crea arcobaleni saranno cruciali.

Non è il primo gioco il cui aspetto può ingannare, ricordate Ducks in Tow? Ecco, anche Somewhere Under The Rainbow fa il pinguino di Madagascar, ma dietro la facciata carina e coccolosa nasconde una sorpresa.

Rico, enough with the dynamite already!

Skipper

La campagna su Kickstarter è alle porte, vi consiglio di tenere d’occhio la pagina di anteprima, ho avuto anche qualche informazione sul prezzo: circa 47€ la versione base e circa 68 quella deluxe. Spese di trasporto sui 15€, ma vista la situazione drammatica sui costi dei container, mi sembra più che accettabile. Occhio solo all’IVA, che verrà calcolata nel pledge manager.

Per un tripudio di giochi colorati, ovviamente, vi rimando a MagicMerchant.it