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Lo spacciagiochi – Chicken Crimes: il mistero del Dom Gallignon

Lo spacciagiochi – Chicken Crimes: il mistero del Dom Gallignon

Una busta sigillata, un misterioso caso da risolvere con l’aiuto del vostro cellulare. Ecco Chicken Crimes: il mistero del Dom Gallignon.

L’articolo non contiene spoiler

Ho ricevuto questa busta di cartoncino sigillata che mi ha portato nel mondo, a me sconosciuto, di Detective Gallo (videogioco punta e clicca) e, finalmente, eccomi a raccontarvi la mia esperienza.

Innanzi tutto, afferiamo il nostro smartphone e scansioniamo il codice QR per venire catapultati a Chicken City da questo trailer

Il famoso Bacco Perbacco ha ricevuto una lettera anonima con una minaccia di morte e un ricatto: dovrà consegnare l’unica bottiglia del suo pregiatissimo vino, il Dom Gallignon per salvarsi la vita.

La bottiglia gli è stata sottratta di recente, ma da chi? E chi minaccia Bacco Perbacco?

Chicken Crimes a grandi linee

Aperta la busta, troviamo una serie di fogli piegati che non potremo aprire fino a che il gioco non ci darà esplicite indicazioni in merito, dopodiché partiremo con l’indagine.

Il mistero del Dom Gallignon è un gioco di Maurizio De Angelis e Dario Dordoni edito da Dracomaca. Si tratta di un investigativo cooperativo come Sherlock Holmes consulente investigativo, Mythos, Chronicles of Crime, Bacci Pagano, ecc. Potete giocarci in 2-3-4… eviterei di salire con il numero di persone al tavolo, però, pena un’atmosfera troppo caotica, come un po’ in tutti questi giochi. Io l’ho affrontato in solitaria, stando comodamente in letto, senza alcun problema.

Non volete scrivere sul libretto all’interno? Armatevi di un foglio e di una matita e il gioco è fatto.

Come funziona

Chicken Crimes funziona come quasi tutti questi giochi: avete a disposizione una serie di luoghi e per visitarli dovrete leggere l’apposito paragrafo del libretto del caso. Alcuni luoghi sono ignoti e verranno rivelati solo durante l’indagine (e forse non li troverete nemmeno tutti).

Avete a disposizione un esiguo numero di Beak Coin, sono dei “soldi” che potrete usare per accedere ad alcuni luoghi, ad esempio per corrompere una persona. Questa meccanica dovrebbe impedire il girovagare senza meta come succede nei videogiochi punta e clicca: clicco ovunque, prima o poi qualcosa succederà. Funziona? Ni. Ma ci arriviamo tra poco.

Quando avrete raccolto informazioni a sufficienza, potrete leggere le classiche domande finali e, solo allora, scoprirete se il caso è stato risolto brillantemente o meno

Cosa mi è piaciuto e cosa no

Molto carina la parte della multimedialità, visita il sito, ottieni gli indizi, cerca la password. L’idea è dinamica e non comporta un utilizzo estensivo dello smartphone (con tutto che a me Chronicles of Crime piace un sacco, quindi non mi avrebbe dato fastidio).

Non mi hanno entusiasmato i Beak Coin. Avrei preferito penalità extra a fine partita ma non l’impossibilità di accedere a un’area solo perché ho fatto una scelta non particolarmente oculata in precedenza.

Il caso ha una mini espansione, che potete acquistare a un costo irrisorio, per risolverlo dovrete avere chiari gli accadimenti del caso principale. Bella l’idea di innestare una seconda mini storia, anche se forse sarebbe stato interessante averla integrata sin da subito, questo però ha permesso di compattare i costi (e il prezzo di copertina), quindi ben venga come idea.

Le aree iniziali sono un po’ troppe. Si finisce a fare veramente come nei punta e clicca, visitando posti a caso. Ci sono, poi, aree che possiamo visitare, ma in quel momento, con le conoscenze che abbiamo, non hanno alcuna attinenza col caso e si finisce per andarci solo perché sono scritte nella lista. Avrei preferito fossero anch’esse rivelate col procedere dell’indagine o “sepolte” tra una miriade di aree come succede in Sherlock Holmes C.I.

Non ho capito minimamente alcuni dei passaggi della storia e questo mi ha lasciato alcune perplessità. Un enigma era piuttosto tirato per i capelli (e io non ho capelli), per cui ho completamente ignorato questa pista, che invece avrei tanto voluto seguire perché era la prima multimediale che incrociavo, invece è rimasta irrisolta finché non ho letto la soluzione del caso.

Da segnalare anche alcune frasi un po’ legnose dal punto di vista dell’italiano, ma nulla che non si possa ritoccare in caso di ristampa.

In definitiva, tuttavia, l’esperienza non è stata negativa. Vuoi per i nomi buffi (che ho molto apprezzato), vuoi perché comunque a grandi linee la storia si capisce, vuoi per la classica sensazione di gratificazione che si ottiene quando si arriva a un passaggio dove si ha la conferma di qualcosa che si era già intuito prima. Non mi sento di promuovere il gioco a pieni voti, è evidente, ma ci sono diverse cose piacevoli per cui una sufficienza credo sia più che dovuta. Vi dico la verità, sarei curioso di provare un nuovo capitolo di Chicken Crimes per vedere quanto l’esperienza accumulata con questo Mistero del Dom Gallignon abbia dato i suoi frutti sotto il punto della progettazione del caso.

Potete indagare su giochi investigativi su MagicMerchant.it

Francesco "The Doctor"

Fondatore di Geek.pizza è stato per anni amministratore di Italiansubs con il nick di zefram cochrane prima di partire per strani e nuovi mondi. Tecnico informatico e traduttore, ama i telefilm, i giochi da tavolo e la pizza.

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